Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi e per far questo uso tutti gli strumenti disponibili. Forse sarà per spaventarvi a morte, ma potrebbe anche essere per prendervi in modo più subdolo, per farvi sentire tristi. Riuscire a farvi sentire tristi è positivo. Riuscire a farvi ridere è positivo. Farvi urlare, ridere, piangere, non mi importa, ma coinvolgervi, farvi fare qualcosa di più che mettere il libro nello scaffale dicendo: "Ne ho finito un altro", senza nessuna reazione. Questa è una cosa che odio. Voglio che sappiate che io c'ero
- Stephen King

martedì 5 settembre 2017

Perchè spostare IT negli anni '80?

Ormai tutti lo sappiamo e lo aspettiamo, arriverà nelle sale il prossimo 19 ottobre il nuovo IT di Muschietti che vedrà il gruppo di perdenti alle prese con l'entità terrificante e misteriosa.
Non mancheranno di certo le novità, alcune più altre meno clamorose, tra queste c'è lo spostamento temporale della storia dagli anni '50 del romanzo agli anni '80 del film.
Una scelta particolare che non condanno e che la produttrice Barbara Muschietti ha voluto commentare in un'intervista rilasciata al sito badtaste.it.

"Siamo cresciuti negli anni '80 e volevamo che la storia si svolgesse in quegli anni, cosa che siamo in grado di fare conoscendo molto bene il periodo. Come Stephen King scrive circa le cose che conosce bene dei suoi anni, noi abbiamo fatto altrettanto. Senza voler essere ingenua vi dico che sarà tutto molto con i piedi per terra, non sarà una rilettura con influenze derivanti dal mondo spilberghiano o alla Joe Dante in stile Super 8. Gli anni '80 miei e di mio fratello sono stati un po' mitigati di quelli".





Enrico

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