" La perfezione mi fa schifo, mi repelle. Tutte quelle donne e quegli uomini che cercano la perfezione negli stereotipi creati della società mi fanno venire il vomito. Fottuti manichini di carne, senza personalità o amore per se stessi. Stessi vestiti, stessa musica, stesse espressioni, stessi cibi, stesse scopate, stesse auto, stesse vite…e alla fine? Stessi suicidi neurali di massa. Perché vivere come un automa è senza ombra di dubbio un suicidio. Quando tutti si è uguali, tutti si è nessuno. La perfezione è un uccellino in gabbia che vive, mangia, caga e muore con il solo scopo d'essere ammirato. Io voglio vivere libero, spiumato, infreddolito, denutrito ma libero "
- Charles Bukowski

sabato 15 luglio 2017

RECENSIONE | IL RESPIRO DEL DRAGO... Bosch e il rapimento di Madeline

Il respiro del drago (Nine Dragons) è il quattordicesimo romanzo di Michael Connelly con il famosissimo detective Harry Bosch, edito nel 2009 e facente parte di una serie di opere che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo.
E' un 'police procedural' atipico, in quanto la figura di Bosch è assolutamente predominante e non viene messo in particolare risalto l'eventuale contributo alle indagini di altri poliziotti.
Torna ricorsiva ancora una volta la figura di Eleanor Wish, ex moglie del nostro, che occuperà gran parte della storia giocando un ruolo fondamentale in una situazione straziante per i due, che li porterà al limite.
Entra poi in scena per una brevissima comparsa Mickey Haller, abilissimo avvocato e udite udite, fratellastro di Bosch. E' una figura apparsa per la prima volta in Avvocato di difesa (un romanzo a parte di Connelly) ma al quale è talmente affezionato da dedicargli una serie di storie nello stesso stile di queste.
Non preoccupatevi se 'cadete dalle nuvole' chiedendovi se vi è sfuggito qualcosa, non si è mai parlato di lui prima ed è per questo motivo che presto recupererò quel romanzo.
Il partner ufficiale di Harry è sempre Ignacio Ferras, un ragazzo giovane con cui è stato accoppiato per fargli da mentore ma come prevedibile già dalla conclusione dell'episodio precedente che lo ha visto coinvolto in una sparatoria, il rapporto tra i due non è idilliaco. Collaborano poco e male, comunicano a malapena poichè Ferras, avendo moglie e figlio piccolo, non vuole correre lo stesso rischio dell'anno precedente avendo paura di lasciare sola la nuova famiglia dedicandosi solo più al lavoro d'ufficio, accantonando l'azione.

Protagonista, come detto, è sempre Hieronymus Bosch che vive nella caotica e violenta Los Angeles ed è un agente capace ma dal carattere difficile. Piccolo orfano, reduce dal Vietnam, un passato di eccessi tra fumo e alcol, un matrimonio fallito e una casa semidistrutta da un terremoto ne fanno un elemento importante per le indagini più complesse ma "scomodo" per i superiori che subiscono pressioni politiche e d'immagine alle quali l'ormai cinquantenne detective non si è mai piegato.
In questo capitolo deve indagare sull'omicidio di John Li, un vecchio commerciante cinese ucciso con tre colpi di pistola al petto nel suo negozio di liquori a South Los Angeles.
In apparenza il caso sembra semplice e di facile risoluzione, una rapina finita male ma c'è dell'altro: dietro al delitto si nasconde la mafia cinese (Triade) e i sospetti ricadono su Bo-Jing Chang, ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre intasca una tangente dal proprietario del locale.
Bosch procede subito con l'arresto ma contemporaneamente gli arriva un videomessaggio sul cellulare, è sua figlia Maddie che vive ad Hong Kong con la madre Eleanor Wish, è legata ed imbavagliata.
Da qui cambia tutto, convinto che sia opera della Triade anche questo, il detective molla tutto e parte deciso a liberare la piccola figlia.

L'amore che si prova per una figlia è sconfinato, anche se la si vede poco c'è un filo sottile ma robustissimo che tiene legati, un sentimento profondo, viscerale e indissolubile resistente al tempo e alla distanza. E' questo che muove l'intero libro, è una storia di affetti passati (quello per Eleanor, non del tutto spento) e presenti (quello per Maddie) che riaccendono in Harry quella fiammella di umanità che ormai da troppo tempo si è smarrita.
Si può dire che il romanzo è diviso nettamente in due parti: la prima condita con la solita dose di crime in puro stile americano, duro e cattivo mentre la seconda è un viaggio oltre il confine alla scoperta di una nuova cultura, quella cinese, che troppo poco conosciamo.
Certo, non sarà un saggio sulla storia e l'origine del Paese ma ho trovato diversi spunti interessanti su chi erano i 9 monaci dragoni e del perchè la Triade viene chiamata in questo modo, come agisce e i motivi che la spingono a farlo, chi sono i suoi membri e come entrano a farne parte.
La svolta internazionale sembra piacere a Connelly che anche nello scorso episodio aveva tentato un approccio diverso con un finto caso di terrorismo potenzialmente globale e devo dire che gli riesce molto bene.

L'inversione di rotta la sto apprezzando moltissimo, non che mi annoiassi a leggere di Los Angeles, delle sue vie, distretti e dipartimenti ma ogni tanto cambiare fa bene e forse era più annoiato l'autore di scriverne che noi di leggere. Connelly ha fatto un ulteriore salto di qualità.
Parlo sempre dell'effetto sorpresa riferendomi ai suoi libri e anche questa volta non è mancato, un colpo di scena che mi ha tagliato le gambe, a bruciapelo, senza avvisare, in poche righe il fato beffardo ha sconvolto gli equilibri di una famiglia segnandone il cambiamento ma mi fermo qui perchè sarebbe spoilerare troppo e credetemi, non ne saresti contenti.



Il mio voto: 8/10



Enrico

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