Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi e per far questo uso tutti gli strumenti disponibili. Forse sarà per spaventarvi a morte, ma potrebbe anche essere per prendervi in modo più subdolo, per farvi sentire tristi. Riuscire a farvi sentire tristi è positivo. Riuscire a farvi ridere è positivo. Farvi urlare, ridere, piangere, non mi importa, ma coinvolgervi, farvi fare qualcosa di più che mettere il libro nello scaffale dicendo: "Ne ho finito un altro", senza nessuna reazione. Questa è una cosa che odio. Voglio che sappiate che io c'ero
- Stephen King

sabato 20 maggio 2017

RECENSIONE | LA CITTA' BUIA... Bosch e l'attacco terroristico

La città buia (The Overlook) è il tredicesimo romanzo di Michael Connelly con il famosissimo detective Harry Bosch, edito nel 2007 e facente parte di una serie di opere che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo.
E' un 'police procedural' atipico, in quanto la figura di Bosch è assolutamente predominante e non viene messo in particolare risalto l'eventuale contributo alle indagini di altri poliziotti.
Tornano ricorsive ancora una volta le figure di Rachel Walling, enigmatica e forse doppiogiochista, e Kiz Rider, non più come sua compagna di indagini ma con un lavoro nell'ufficio del capo del dipartimento dopo la brutta vicenda che l'ha coinvolta nel romanzo precedente.
Il nuovo suo nuovo partner è Ignacio Ferras, un ragazzo giovane con cui è stato accoppiato per fargli da mentore.

Protagonista, come detto, è sempre Hieronymus Bosch che vive nella caotica e violenta Los Angeles ed è un agente capace ma dal carattere difficile. Piccolo orfano, reduce dal Vietnam, un passato di eccessi tra fumo e alcol, un matrimonio fallito e una casa semidistrutta da un terremoto ne fanno un elemento importante per le indagini più complesse ma "scomodo" per i superiori che subiscono pressioni politiche e d'immagine alle quali l'ormai cinquantenne detective non si è mai piegato.
Questa storia si apre sul belvedere vicino a Mulholland Drive dove viene ritrovato il cadavere di Stanley Kent, un importante fisico nucleare che si occupa delle cure sperimentali per il cancro attraverso l'utilizzo di isotopi radioattivi di cesio. Il detective viene avvisato dell'accaduto dal tenente Larry Gandle della Squadra Speciale Omicidi, si tratta del suo primo caso da quando ha lasciato l'Unità Casi Irrisolti.
Inizialmente sembra chiaro che il movente dell'omicidio sia il furto del materiale e per questo motivo intervengono l'FBI, e la sua squadra speciale 'Unità Informazioni Tattiche' di cui è membro la sua ex amante Rachel Walling, ed il Dipartimento di Sicurezza Nazionale. L'FBI cerca di estromettere Bosch dal caso in quanto ritiene che il punto focale sia ritrovare il cesio che rappresenta un pericolo per la salute pubblica mentre per Harry si tratta pur sempre di un caso di omicidio.

Anche se il libro è piuttosto breve rispetto agli altri la trama non ne ha risentito, tutto inizia e finisce tra il panettone di Natale e il brindisi dell'ultimo dell'anno. Da un maestro del thriller come non aspettarsi un grande romanzo.
La tematica della polizia in opposizione all'FBI è stata anche stavolta sviscerata con il rischio di sembrare ripetitiva ma il ritmo serrato e l'ottima penna alla fine confezionano un ottimo prodotto.
Non cerco mai di individuare il colpevole durante la lettura, me la godo fino alla fine con tutto ciò che comporta ma era impossibile qui non capire chi fosse la mente del delitto, un depistaggio inziale mi ha quasi confuso, poi la strada seguita da Connelly mi si è aperta davanti agli occhi e già a metà libro avevo capito. Un peccato perchè rovina 'l'effetto sorpresa' consueto.
Il famoso detective Bosch sente ormai il peso degli anni, è ancora in forma ma è diventato quasi un'istituzione, non ha più la freschezza e la carica antisociale dei primi libri. Partite da quelli se siete alle prime armi con la serie.

Non uno dei migliori di Connelly ma comunque incalzante, senza veli e molto ben scritto.
Lo si può descrivere con un aggettivo: 'sottotono', non solo per l'ispirazione dell'autore ma anche per la storia del detective Bosch, sempre più cupa e insofferente che senta a decollare. Sarà forse arrivato, questa volta, il momento della pensione definitiva?.
La particolarità è la taratura della storia che, seppur si tratti di un'indagine condotta già nell'immensa città degli angeli, allarga gli orizzonti all'internazionalità di quella paura che inziava a prendere piede e che sarebbe sfociata pochi anni dopo con l'11 settembre: il terrorismo.



Il mio voto: 7/10



Enrico

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