Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi e per far questo uso tutti gli strumenti disponibili. Forse sarà per spaventarvi a morte, ma potrebbe anche essere per prendervi in modo più subdolo, per farvi sentire tristi. Riuscire a farvi sentire tristi è positivo. Riuscire a farvi ridere è positivo. Farvi urlare, ridere, piangere, non mi importa, ma coinvolgervi, farvi fare qualcosa di più che mettere il libro nello scaffale dicendo: "Ne ho finito un altro", senza nessuna reazione. Questa è una cosa che odio. Voglio che sappiate che io c'ero
- Stephen King

sabato 15 ottobre 2016

RECENSIONE | IL BUIO DENTRO... il mostro di Castellaccio

Il buio dentro è un romanzo thriller scritto da Antonio Lanzetta, edito da La Corte Editore e uscito nelle librerie solo pochi giorni fa.
Ho avuto la fortuna di acquistarlo allo scorso Salone del Libro di Torino dove veniva presentato in anteprima dall'autore stesso che ho conosciuto e con il quale ho potuto scambiare quattro chiacchiere
Dopo aver esplorato in lungo e in largo il mondo fantasy (sono infatti suoi Revolution, Warrior, Ulthemar e il racconto, non fantasy, Nella pioggia) Lanzetta si cimenta in un nuovo genere, tutt'altro che semplice: un thriller ambientato in Italia dal risultato stupefacente.

Il corpo di una ragazza decapitata viene ritrovato appeso ai rami di un salice, la testa lasciata sul terreno ha occhi vuoti che fissano Damiano Valente.
Lui è lo Sciacallo, uno scrittore con il volto deturpato da cicatrici e una gamba spezzata mai guarita che si trascina dietro come un fardello.
La sua 'fortuna'? E' un maestro nel ricostruire i casi di cronaca nera nelle pagine dei suoi libri, caccia e insegue le tracce di morte lasciate dall'assassino.
Questo è un caso emotivamente particolare per lui perchè troppo simile a quello avvenuto nell'estate del 1985, quando era solo un bambino, a Castellaccio.
Vittima: la sua amica Claudia.
Ecco allora che Damiano torna, trentuno anni dopo, ai pedi di quel salice per dare e darsi una risposta, per scovare il terribile omicida.
Qui ritorva i suoi amici d'infanzia, esistenze che si incrociano ancora una volta nella terribile scoperta della verità.

Il risultato è strepitoso. La scelta è di far viaggiare il romanzo su due strade parallele: il presente visto e vissuto dalla sofferenza di Damiano che cerca disperatamente di fare chiarezza su una questione che lo divora da ormai troppi anni e che sembra avere fine solo con la cattura del mostro; il passato invece visto con gli occhi di Flavio, un giovane ragazzino di Torino rimasto orfano, e i duri insegnamenti di Don Mimì, nonno del bambino, che cercano di spronarlo a imparare a vivere in una società malavitosa come quella di Castellaccio.
Questo libro è la perfetta dimostrazione di come si vive nelle province di quella terra e il racconto dei 4 ragazzini (Damiano, Flavio, Claudia e Stefano) ne rispecchia esattamente lo stato d'animo, volto ad esorcizzare quella situazione finchè tutto crolla: Claudia viene ritrovata morta e Damiano rimane vittima di un terribile incidente.
Ho potuto riassaporare un po' di quell'aria che si respirava nelle atomsfere di IT e di STAND BY ME, il passato giovane di un gruppo di ragazzini segnati per tutta la vita da un tragico destino che li costringe a crescere nella paura e nel sospetto.
Un thriller mozzafiato dal quale non riuscirete a scollarvi, Lanzetta è bravissimo a dipingere la cruda realtà della sua terra con semplicità e amore, abbattendo ogni classico stereotipo che sorgerebbe spontaneo leggendo il suo romanzo.
Un libro che ipnotizza e che si scaglia sul lettore come un fiume di emozioni in piena, che ti inonda con la sua bellezza.
E' un esordio stellare e coraggioso, riconosco all'autore il grande merito di trascinarti in una riflessione profonda sulla società moderna, quella più tetra e appunto buia che è lo specchio di un mondo malato e bisognoso di cure imminenti.
Una storia che ti segna e ti rimane in testa, difficile da dimenticare.   
Primo esame con il genere? Superato a pieni voti.
Complimenti Antonio.



Il mio voto: 9/10



Enrico

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